L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il modo in cui pianifichiamo i nostri viaggi, offrendo strumenti capaci di creare itinerari personalizzati, confrontare opzioni in pochi secondi e semplificare ogni fase dell’organizzazione. In questo articolo esploriamo come gli italiani stanno adottando queste nuove tecnologie, quali vantaggi percepiscono e in che modo l’IA sta trasformando l’esperienza di viaggio rispetto alle modalità tradizionali.
Uso dell’IA nella pianificazione dei viaggi
L’utilizzo di assistenti di Intelligenza Artificiale per pianificare un viaggio risulta ormai diffuso, soprattutto tra i più giovani. Nel complesso, il 44% degli intervistati dichiara di aver già utilizzato strumenti come ChatGPT, Google Travel o TripGenie per diverse attività legate all’organizzazione di un viaggio, in particolare pianificare un itinerario personalizzato, ricevere raccomandazioni sui luoghi da non perdere e confrontare i prezzi.
La propensione cresce in modo marcato tra i 18-34enni, dove l’adozione raggiunge il 67%, e rimane elevata anche nella fascia 35-44 anni (52%). L’interesse cala progressivamente tra gli adulti più maturi: il 45% dei 45-54enni afferma di aver usato l’IA per organizzare un viaggio, mentre tra gli over 55 la quota scende al 31%.
Attività svolte con l’aiuto dell’IA
Tra i viaggiatori che hanno già utilizzato l’Intelligenza Artificiale per organizzare i propri spostamenti, emergono con chiarezza alcune attività particolarmente diffuse. Le due funzioni più utilizzate sono la pianificazione di un itinerario personalizzato e le raccomandazioni su luoghi da visitare, entrambe scelte dal 31% degli utenti. Queste attività risultano ancora più popolari tra i giovani 18-34enni, dove raggiungono rispettivamente il 40% e il 39%.
Il confronto prezzi rappresenta un altro ambito d’uso rilevante per il 29% del totale, con variazioni minime tra le diverse fasce d’età (33% tra i 35-44enni e 30% tra gli over 55). Un dato che conferma come la ricerca di risparmio e la valutazione delle alternative siano esigenze diffuse e sostanzialmente uniformi nel pubblico, senza scostamenti significativi legati all’età.
Tra i diversi utilizzi dell’IA, emerge anche l’accesso a informazioni e aggiornamenti in tempo reale, menzionato dal 22% degli intervistati, in particolare tra gli adulti di 45-54 anni, dove sale al 29%.
Nel complesso, tra i viaggiatori che già ricorrono all’IA, le attività più utilizzate riguardano la personalizzazione dell’esperienza, la scoperta di luoghi e attività, e l’ottimizzazione di costi e decisioni, con un coinvolgimento particolarmente forte delle generazioni più giovani ma con una presenza rilevante anche nelle fasce adulte.
Fiducia nell’IA tra gli utenti attuali
Tra i viaggiatori che utilizzano già l’Intelligenza Artificiale, la fiducia verso i contenuti generati da questi strumenti è complessivamente molto elevata e trasversale a livello generazionale. L’89% dichiara infatti di fidarsi dell’IA in qualche misura: in particolare, il 53% dichiara di fidarsi, ma non senza una verifica umana, mentre il 36% si fida delle informazioni generate dall’IA se queste sono interessanti e informative.
Il 36% afferma invece di fidarsi dell’IA quando il contenuto risulta interessante e informativo.
Lo scetticismo verso l’IA rimane limitato solo il 9% dichiara di non fidarsi dell’IA, preferendo raccomandazioni di persone fisiche o ricerche autonome fatte online.
In sintesi, tra chi utilizza già l’IA, prevale nettamente una fiducia pragmatica e controllata, sostenuta dall’abitudine alla verifica umana e dalla ricerca di contenuti realmente rilevanti e utili.
Potenziale dell’IA tra gli attuali non‑utilizzatori
Tra chi non ha mai utilizzato l’Intelligenza Artificiale per pianificare un viaggio, prevale un atteggiamento di cautela, ma non di chiusura totale. La maggior parte di queste persone mostra infatti una disponibilità “condizionata”: il 46% si fiderebbe dell’IA solo dopo una revisione o verifica umana, Una quota più contenuta — il 14% — prenderebbe in considerazione l’IA se il contenuto risultasse interessante e informativo.
Allo stesso tempo emergono alcune resistenze. Il 23% preferirebbe continuare a informarsi autonomamente su Internet, C'è una porzione minoritaria di utenti (8%) che preferisce continuare ad affidarsi a persone fisiche per ricevere raccomandazioni sui viaggi.
Nel complesso, tra i non‑utilizzatori attuali, prevale un atteggiamento di curiosità prudente: molti sarebbero disposti a dare una possibilità all’IA, ma a patto di mantenere un forte controllo umano e la possibilità di verificare ogni informazione.
Preoccupazioni sull’IA nella popolazione totale
Nella popolazione generale, le preoccupazioni legate all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nella pianificazione dei viaggi risultano piuttosto diffuse. Le aree che suscitano maggiore inquietudine sono l’accuratezza e l’aggiornamento delle informazioni e la percezione di contenuti troppo standardizzati o poco autentici, entrambe indicate dal 32% del totale. La paura di ricevere dati inesatti è particolarmente accentuata tra i 18-34enni (45%), mentre fra gli over 55 scende al 27%.
Un altro timore di rilievo è quello legato a privacy e sicurezza dei dati, menzionato dal 25% degli intervistati, con un picco del 32% tra i più giovani. Si segnalano anche livelli significativi di preoccupazione riguardo alla mancanza di contatto umano durante la pianificazione (26%), un aspetto che diventa ancor più rilevante tra gli over 55, dove raggiunge il 31%.
Nel complesso, la popolazione mostra una combinazione di perplessità tecniche (come l’accuratezza dei contenuti), emotive (il desiderio di autenticità) e valoriali (privacy, sostenibilità), delineando un quadro in cui l’adozione dell’IA nel viaggio è accompagnata da un forte bisogno di garanzie e trasparenza.
Intenzione di usare l’IA per le prossime vacanze
Guardando alla popolazione generale, l’interesse verso l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale per pianificare le prossime vacanze è ampio ma accompagnato da qualche esitazione. Il 61% degli intervistati sarebbe disposto a utilizzarla in qualche forma: una parte minore, il 15%, lo farebbe “sicuramente”, mentre la quota più consistente — il 46% — la prenderebbe in considerazione pur senza un impegno definitivo. L’apertura è particolarmente forte tra i più giovani: il 73% dei 18-34enni e il 70% dei 35-44enni si dice favorevole almeno in parte.
Al contrario, il 32% complessivo esprime una preferenza netta per metodi tradizionali o riferisce esperienze negative. L’opzione più citata è infatti “Preferisco la pianificazione tradizionale”, indicata dal 29%, con valori molto elevati tra gli over 55 (37%) e più contenuti tra i giovani (17% nella fascia 18-34). Le esperienze negative pregresse, invece, riguardano solo una minima parte della popolazione (3%).
Metodologia
Lo studio è stato condotto su un campione rappresentativo di 1.074 persone, di cui 475 avevano già utilizzato strumenti di Intelligenza Artificiale per la pianificazione dei viaggi e 569 non li avevano mai utilizzati. La rilevazione è stata realizzata tra il 19 e il 20 marzo 2026 tramite YouGov Survey, attraverso metodologia CAWI (Computer-Assisted Web Interviewing), e i dati sono stati ponderati per assicurare la rappresentatività dell’universo di riferiment
