Gli italiani sembrano vivere un paradosso. Da un lato la situazione economica è meno drammatica rispetto al picco della crisi del costo della vita; dall'altro, l'incertezza sul futuro resta elevata e influenza profondamente atteggiamenti, consumi e stili di vita.

Gli insight emersi da Behavior Change Spring/Summer Report 2026 e Trend Reality Summer 2026 Report mostrano un consumatore che non sta più reagendo in modalità emergenziale, ma che continua a cercare protezione, controllo e rassicurazione nelle sue scelte quotidiane. Non sorprende quindi che stiano emergendo con forza alcuni trend che legano nostalgia, benessere e gestione consapevole della salute.

Un Paese che guarda con cautela al futuro

Sebbene dall’inizio della crisi inflazionistica il numero di famiglie economicamente più solide sia aumentato, quasi quattro italiani su dieci dichiarano ancora di avere difficoltà economiche. Ancora più significativo è il clima psicologico: il 49% degli italiani ritiene che l'attuale contesto politico ed economico peggiorerà la propria situazione finanziaria, mentre appena il 6% pensa che la migliorerà.

Questa incertezza si riflette anche nel rapporto con il tempo. Oggi il 36% degli italiani si dichiara nostalgico del passato, una quota cresciuta del 6% negli ultimi 6 mesi mesi, mentre solo il 5% guarda al futuro con entusiasmo. Il 59% preferisce concentrarsi sul presente: un atteggiamento che suggerisce prudenza più che ottimismo.

La nostalgia degli italiani

Anche la propensione all'indulgenza ne risente. La metà degli italiani afferma di non sentirsi incline a concedersi piaceri o gratificazioni nel contesto attuale, una delle percentuali più elevate in Europa.

Questo stato d'animo si riflette anche sulle vacanze estive: il 27% degli italiani non partirà (+2% rispetto al 2025) e solo il 23% trascorrerà le vacanze all'estero (-3% rispetto all'anno precedente) – YouGov Behavior Change Spring/Summer 206 Report.

Il contenimento della spesa rimane centrale nelle decisioni di viaggio. Il 38% considera l'Italia la soluzione più accessibile per il proprio budget estivo, ma al tempo stesso il 44% ritiene che oggi viaggiare nel Paese sia spesso più costoso di quanto ci si aspetti.

Opinione degli italiani sul costo delle vacanze

Non sorprende quindi che quasi un italiano su due (47%) abbia già scelto almeno una volta una destinazione estera perché percepita come più conveniente di una meta italiana – YouGov Omnibus luglio 2026.

Viaggiare all'estero vs viaggiare in Italia

Il ritorno della nostalgia: dalla "nonnamaxxing" all'economia analogica

In questo scenario prende forza una tendenza che YouGov identifica come una delle più rilevanti del 2026: il ritorno a esperienze più semplici, tangibili e rassicuranti.

La nostalgia non è solo un'emozione, sottende un’esigenza che diventa un comportamento di consumo. Trend come Nonnamaxxing e Analogue Economy descrivono il recupero di rituali tradizionali, hobby manuali, cucina casalinga e attività offline al fine di ritrovare un’equilibrio mentale messo costantemente a dura prova dall’iperconnessione – YouGov Trend Reality Summer 2026 Report.

L'Italia si distingue in modo particolare per due fenomeni:

  • il deinfluencing, ovvero una presa di distanza dalle spinte consumistiche dei social, con il 39% che dichiara di praticarlo già e il 21% che vorrebbe farlo;
  • il digital detox con il 33% degli italiani che afferma di disconnettersi temporaneamente e il 40% che ha intenzione di farlo - YouGov Behavior Change Spring/Summer 206 Report.

Questi fenomeni riflettono il bisogno crescente di rallentare e ritrovare punti di riferimento in un mondo percepito come sempre più instabile.

Di fronte alla sovrastimolazione digitale e all'incertezza del contesto economico e sociale, gli italiani sembrano orientarsi verso abitudini più semplici e tangibili, capaci di generare rassicurazione, autenticità e senso di appartenenza.

Parallelamente, cresce la ricerca di esperienze significative e coinvolgenti che arricchiscano la vita quotidiana e favoriscano l'espressione della propria identità.

Non più vivere al massimo, ma vivere meglio

Se la nostalgia rappresenta il legame con il passato, la ricerca del “qui e ora” rappresenta il modo con cui gli italiani affrontano il presente.

Cresce il desiderio di concentrarsi sul presente e di ottimizzare ciò che si ha a disposizione. Più che concedersi eccessi, le persone cercano di mantenere il controllo della propria quotidianità attraverso scelte pratiche e consapevoli, comprese quelle alimentari.

Emerge una crescente attenzione verso la cosiddetta chrononutrition: un approccio che prevede di consumare i pasti in sintonia con i ritmi biologici naturali dell'organismo, privilegiando un maggiore apporto energetico durante il giorno e pasti più leggeri la sera.

Italiani e abitudini più sane

Il dato più interessante è che questa ricerca di regolarità non riguarda soltanto le generazioni più mature. Anche i giovani italiani appaiono più orientati alla disciplina alimentare rispetto ai loro coetanei europei, segno che il desiderio di controllo travalica le differenze generazionali.

La salute diventa un investimento sul lungo periodo

Se il presente è dominato dalla ricerca di equilibrio, il futuro prende forma attraverso il concetto di longevità.

L'Italia emerge come uno dei mercati europei più sensibili al tema dell'invecchiamento sano: il 51% degli italiani dichiara di pensare frequentemente alla propria salute futura quando prende decisioni quotidiane, contro una media europea del 42%.

Per gli italiani, i principali fattori che influenzano la longevità sono:

  • attività fisica;
  • qualità del sonno;
  • alimentazione;
  • riduzione dello stress;
  • idratazione;
  • moderazione del consumo di sostanze come alcol e tabacco.

Si tratta di una visione fortemente orientata alla prevenzione, che si traduce anche in nuovi comportamenti d’acquisto.

Il ruolo della salute intestinale

In questo contesto cresce l'attenzione verso la salute intestinale, sempre più considerata un elemento fondamentale del benessere complessivo, assumendo un ruolo centrale nelle strategie di prevenzione adottate dai consumatori.

Il tema gode in Italia di una notorietà superiore alla media europea: il 36% degli italiani ha già provato alimenti o prodotti legati al benessere intestinale e un ulteriore 12% si dichiara interessato a farlo.

Non si tratta più di una nicchia. Tra tutti i miglioramenti che gli shopper vorrebbero vedere presso il proprio retailer di riferimento, gli alimenti gut-friendly occupano la prima posizione, davanti alle specialità internazionali e agli ingredienti gourmet.

Il successo di fibre, alimenti fermentati, prebiotici e probiotici riflette una concezione della salute sempre più olistica, nella quale digestione, energia, sistema immunitario e benessere mentale vengono percepiti come elementi interconnessi.

In quest'ottica, prendersi cura della salute intestinale non è soltanto una scelta alimentare, ma una delle strategie attraverso cui gli shopper cercano di preservare il proprio benessere e investire nella qualità della vita futura.

Cosa significa per brand e retailer

Nel 2026 lo shopper italiano sembra quindi muoversi attorno a tre grandi bisogni.

  • ritrovare stabilità e rassicurazione attraverso rituali familiari, tradizione e connessioni autentiche;
  • mantenere il controllo sulla propria quotidianità tramite scelte più pianificate e consapevoli;
  • investire sulla propria salute attraverso pratiche preventive e soluzioni orientate alla longevità.

Per le aziende del largo consumo e i retailer questo significa andare oltre il semplice rapporto qualità-prezzo. I prodotti e i servizi più rilevanti saranno quelli capaci di offrire contemporaneamente benessere, semplicità, autenticità e un beneficio chiaro e tangibile.

In un Paese che guarda al futuro con prudenza, la vera opportunità non è promettere trasformazioni radicali, ma aiutare le persone a sentirsi più sicure, più in controllo e più preparate ad affrontare il domani.

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